16 May 2011

Un incontro con gli Amish


Questo fine settimana abbiamo deciso di lasciare Windy City alla volta del rural Wisconsin. Patria dei più noti formaggi americani, il Wisconsin si distingue dal resto del Midwest per la presenza di colline alberate e dolci pendii. Qui, si dice, vivono mucche felici (e a vederle sembrerebbe proprio di si, prati sconfinati e acqua fresca di ruscello), agricoltori, cacciatori di cervi e... Amish.

Quello che io sapevo degli Amish, come molti, lo dovevo per lo più al film Witness, ossia credevo fossero una comunità chiusa di persone che vivono in modo semplice come se il tempo si fosse fermato al secolo scorso. Sapevo che fanno bellissimi mobili di legno massiccio e coperte "quilt" cucite a mano dai prezzi inarrivabili (ma d'altronde provateci voi a cucire a lume di candela) e che non amano molto i non Amish.

Attraversando le terre Amish si vedono persone lavorare la terra con le mani, con l'aiuto dei cavalli da traino, si vedono donne vestite in modo semplice e antico, uomini e ragazzi con cappelli di paglia e bretelle. Si vedono carretti a cavallo. E tutti salutano in modo cordiale i passanti in SUV.

Quando però si ha a che fare personalmente con loro ci si sente a disagio. Il loro sguardo severo dà l'impressione di essere sotto esame.

Mentre mi chiedevo come facessero queste persone a rinunciare ad ogni comodità moderna, però al tempo stesso provavo una grande invidia per lo stile di vita "semplice". Soprattutto per la definizione dei ruoli di ogni individuo all'interno della comunità. C'è chi lavora la terra, chi il legno, chi cucina, chi cuce. Ovviamente non potrei mai vivere così, ma per un attimo li ho quasi invidiati.

Per uscire dal loop mi sono comprata un libro di ricette Amish e ho scoperto che cucinano cose deliziose, specialmente il Friendship Bread, da provare! Certo, per smaltire la quantità di zucchero che mettono nei dolci occorre davvero lavorare nei campi, ma che problema c'è?

2 comments:

Sabrine d'Aubergine said...

MA tu il pane dell'amicizia l'hai fatto? E con lo starter già pronto? Curiosità da panificatrice casalinga compulsiva... e da foodblogger.
A presto,

Sabrine

PS: sulle bizze di blogger ci sarebbe da scrivere un post... ma magari scompare pure quello! Mal comune, anyway...

PippaW said...

No l'ho mangiato fatto da loro ma non ho provato. Dopo 3 anni dietro alla pasta madre non mi va più di fare intrugli di pane. Ma se lo fai fammi sapere com'è!!