21 July 2010

Lavoro per le scarpe o ho le sCarpe per lavorare?

Ogni tanto me le guardo le mie bellissime scarpe con tacchi improponibili. Le studio, le odoro (sanno di buono), poi provo a mettermele in casa e mi sento bellissima e altissima. E per un attimo la magia funziona. Circa 2 minuti netti dopo però mi sanguinano i piedi e le mie amate propaggini se ne tornano rapidamente nelle loro lussuose scatole avvolte da panni morbidissimi per essere dimenticate per almeno un paio di mesi.

E allora la domanda sorge spontanea: ma che cavolo me le compro a fare ste benedette scarpe?

E' uno di quei quesiti mistici a cui è difficile dare una risposta. Tipo: "C'è vita nell'universo?" oppure "Berlusconi si colora la cute dei capelli?". Chissà.

Ieri a cena con le mie amiche è stata anche avanzata l'ipotesi che sia una forma di compensazione per la frustrazione che si accumula lavorando 12 ore al giorno. Della serie i soldi che mi sono sudata ora li metto in un qualcosa di tangibile. Perché tanto non sono abbastanza per pagarci un mutuo e mentre i vestiti ti entrano a tratti, i piedi restano sempre uguali. Ma allora mi chiedo...

Se quando lavoro spendo tutti i miei soldi in scomode scarpe costosissime, se smettessi di lavorare, e quindi di comprare scarpe, dovrei avere sempre lo stesso quantitativo di soldi sul conto. O no?

Non è che poi mi licenzio e continuo a comprare scarpe? C'è uno psicologo in sala che può darmi una risposta? Grazie.

1 comment:

Mamma con i tacchi said...

Da amante delle scarpe ti posso assicurare che se ti licenzi non smetterai di comprarle.