03 June 2010

Che faccio, vado?


L'ultimo viaggio che ho fatto all'America, lo scorso mese, è stato diverso dal solito.
Da quando sono tornata non penso che al momento in cui partirò di nuovo. E ho anche attraversato una bella turbolenza in aereo! Che è successo?

Che il mio tempo a Milano sia finito? In fondo sono già 3 anni, e la sedia mi scotta sotto alle chiappe. Oppure c'è il piccolo insignificante particolare che 1 anno di matrimonio vissuto con un Oceano di mezzo non è proprio il massimo. O il fatto che l'iPad li ha molte più potenzialità di quante ne avrà mai qui?! Non so, ma mi sa che it's time for a change.

Voi cosa fareste al posto mio?

a) mi organizzo, mi licenzio e faccio le valigie
b) resisto nella speranza che sia la mia dolce metà ad attraversare l'oceano
c) resta tutto come ora e mi inacidisco lentamente

Non so perché ma sento che la risposta giusta è la prima. Ma la domanda successiva è: e poi che faccio?

16 comments:

cromatichiara said...

senza dubbio a) poi puoi sempre aprire un bed and breakfast e ospitare tutti gli italiani che ti verranno a trovare :)

Zeno said...

parti e ci ritroviamo da billy's goat!
ciao
z

palbi said...

compra il biglietto !

Francesca said...

anche se vorrei che tu restassi Wilson Pippa, e tu lo sai... ti consiglio - col cuore infranto - di partire, magari solo con un briciolo (briciolino piccolissimo) di programma in più...

Ma la risposta giusta è proprio la a)

vai pippa, vola!!! fru

mamo said...

vadi, vadi... te lo dice il ragionier filini, che sta seriamente pensando di andare a lisboa... ;-)

danix said...

organizzati e parti senza indugio, poi ci si vede là :*

daniela_elle

PippaW said...

Poi però mi venite a trovare eh! Chiappe di piombo che non siete altro!

Ora prendo appuntamento con l'ufficio del personale...

markingegno said...

ancora qui?!

LaMarce said...

a) parti. Dio è grande e ha inventato la Rete, quindi potresti pensare di collaborare in remoto (anche se sappiamo bene che perfino i datori di lavoro online sono restii a concedere questa possibilità). Oppure contratti un'aspettativa. Oppure vale sempre quella frase Wdomani, ci penserò domani. In fondo domani è un altro giorno". Ecco

Giusva Iannitelli said...

Io in passato ho sbagliato tante volte a non seguire l'istinto. Finisci sempre per rimaner pentito ("e se avessi..").

Io, fossi in te, forse partirei. C'è sempre tempo per tornare..

Anonymous said...

Sei pazza? Parti. Subito.
A

PippaW said...

mhhhhh mai una voce fuori dal coro! Stupitemi! :)

LaMarce said...

Io dieci anni fa ho mollato e sono venuta a Milano. Avevo un lavoro che mi piaceva, amici, stavo bene dove stavo, ma a Milano c'era LUI. Poi è andata come è andata (LUI mi ha lasciato a un passo dalle nozze, ma lo sai già, direi). Eppure qui sono restata. A lavorare (a volte più a volte meno), ad avere nuovi LUI, a vivere, insomma. Ecco, quello che voglio dre, è che partire è ok se non pensi "Ci vado per raggiungerlo".

PippaW said...

LaMarce hai perfettamente ragione, ed è per quello che sono ancora qui che titubo. Se troviamo un posto in cui "andare" abbia senso a prescindere io aspetto.

PippaW said...

volevo dire se NON troviamo, sorry

LaMarce said...

freud ne trarrebbe delle conclusioni, ma come sai freud ne ha rovinati più della droga...