27 March 2010

W il marketing al femminile

Dopo mesi di pioggia, inverno e clausura, mia sorella ed io oggi abbiamo deciso di fare un giro per negozi. Attirate dalla nuova fresca primaverile Garden Collection di H&M - che ho acquistato in toto, compreso un improponibile bolero rosso con rose 3d - ci siamo lasciate trasportare dall'onda del flusso umano e, dopo un panino, ci siamo ritrovate quasi magicamente davanti all'ingresso di Abercrombie & Fitch.

Ci siamo forse distratte un secondo, ma in un attimo siamo state avvolte da un'onda di profumo carico di feromoni e travolte dalla visione di un figo di proporzioni colossali a torso nudo con addominale 6 pack e muscoletto inguinale in vista che ha subito fatto eye contact con mia sorella. Quell'attimo ha segnato la nostra condanna.

Fatta l'associazione pavloviana profumo+figo+negozio ci siamo messe in fila con altre 100 ragazze, donne, mamme e bambine. Tutte inebetite come i topi di Hamelin, man mano che la coda si avvicinava all'ingresso, risistemavamo nervosamente la fragetta, il lucidalabbra, il foularino, in attesa di trovarselo davanti. LUI il dio dello shopping.

Come due adolescenti (o deficienti?) mia sorella ed io ci siamo anche fatte la foto con lo gnocco, ormai eravamo ipnotizzate, e nell'ora (una? due? tre? mah!) successiva ci siamo aggirate nel negozio semi buio completamente in trance toccando tutto e non capendo niente.

Il bilancio, deleterio, è stato di un paio di sandali costosissimi a testa, ovviamente aromatizzati ai feromoni Abercrombie che quando li odori ti ricordano ancora dello gnocco che hai abbracciato all'ingresso. Stupendi!

Avremmo mai comprato quei sandali trovandoli in un altro negozio, bancarella o saldo? No. Avremmo mai pensato di spendere la cifra che abbiamo speso per dei sandali? No. Siamo forse pentite? NO! Anzi, grazie geni del marketing per quest'esperienza multi-sensoriale tutta al femminile. La raccomando a tutte.
(E ringrazio il cielo di non avere più 13 anni, perché sennò sarei già innamorata. E probabilmente starei litigando con mia sorella ;)

5 comments:

margotmood said...

cmq sia lo gnocco all'ingresso è mio, sappilo! ;)

PippaW said...

Guardava te ma voleva me, che gli ricordo sua madre, tié

Ulisse Di Bartolomei said...

La condizione della donna è la diaspora che nell’attualità appare enunciata dal confronto con le culture migranti, sebbene da almeno due millenni le nuove religioni vi apposero dei marchi etici che al confronto con la moderna percezione del diritto e del giusto mostrano notevole obsolescenza. Dal Gennaio 2011 un nuovo testo disquisisce la tematica esponendo le basali induzioni che producono un approccio etico sminuente o subordinante nei confronti della femmina e adeguato anche alla stregua di manuale per prevenire i pericoli nascosti nei moti interpersonali, qualora le religioni vi aggreghino un influsso di rilievo. L’argomento primario è implementato con una scansione della vita di Gesù nella Galilea, osservata con uno scrupolo investigativo moderno e adeguato nell’evidenziare degli aspetti denotanti gli errori interpretativi, che i padri fondatori della Chiesa Cattolica potrebbero aver commesso, e gravato sulla figura femminile. L’occidente è sede della cultura emersa dominante nella storia e la questione “condizione della donna” come la conosciamo è anzitutto la deriva più eclatante delle impostazioni della Chiesa Cattolica ai suoi primordi. Aiuta inoltre a comprendere gli eventi del nostro tempo, quando le religioni appongono dominanti ruoli identificanti.
http://static.lulu.com/product/copertina-rigida/la-femmina-in-trappola/14852388/thumbnail/320

Federica Kikaseo said...

Ciao, potrei avere l'email del webmaster per favore?Grazie in anticipo

pippaw said...

Ciao Federica, sono io il webmaster di me stessa :)