25 February 2010

Modelle: a chi troppo a chi niente

Ieri è iniziata la settimana della moda femminile a Milano. Dopo un primo anno da neofita entusiasta, un secondo da annoiata blasé, quest'anno ho adottato l'approccio più maturo da lavoratrice quasi del settore. Un misto di entusiasmo, abnegazione e missione lavorativa.

Come ogni anno - e quest'anno grazie alla cara Anna Wintour ancora di più - il primo giorno di pret-a-porter non regala grandi emozioni, a parte la sfilata di rito delle taglie forti di Elena Mirò. In pratica delle Valkirie tettone con vita sottile e coscia lunga, anche se taglia 46. Molto lontane dalla normale donna ciambella-munita, perché insomma ciotte si ma cozze no, è pur sempre moda.

La cosa che mi ha particolarmente ipressionato però è stato saltare da queste giunoniche bellezze alle eteree e diafane top della sfilata successiva (la dubbia country pizzo glam rock di Marani). Le ragazze, molte delle quali bellissime e notissime, erano veramente scheletriche.

Ok non sto inventando l'acqua calda, dico solo che per la prima volta la magia della passerella ha ceduto per un attimo il passo alla realizzazione di che fragili creature siano queste ragazze. Sono veramente degli ossicini. E un po' mi hanno fatto impressione.

(in foto: Elena Mirò; Angelo Marani Ai 2010/11)

1 comment:

martina said...

Sono d'accordo con te.. Anche se le modelle di Elena Mirò non sono esattamente lo stereotipo della donna normale, rappresentano comunque un bel modello cui aspirare... le modelle scheletriche non lo sono affatto. Quiindi grazie Elena Mirò, è cmq una seppur piccola ma importante rivoluzione