
Ieri pomeriggio, complici l'Atm in sciopero e mia sorella, sono stata presa da un attacco bulimico di saldi, e sono finita alla cassa di Max & co con un vestitino a portafoglio (o wrap-over come si dice adesso) bellissimo. Così bello che neanche il mio polpaccio da
Sebino Nela è riuscito a dissuadermi dall'acquisto inconsulto.
Ovviamente, incapace di attendere, stamattina l'ho indossato, grazie anche a una piacevolissima breeze. Fiera, a schiena dritta sono uscita di casa, per una volta, vestita da femmina, tanto che neanche la verduraia mi ha riconosciuto.
Tutta sciantosa me andavo, ritta come un fuso, verso la metro. iPod in canna, pensieri per la testa e tac! un refolo di vento all'improvviso e il vestito si apre completamente, mostrando le mie mutande (per fortuna coordinate al vestito) a tutto il vicinato. Mi è anche parso che il pescivendolo abbia fatto un applauso.

Mesta, a capo chino con una mano sullo spacco scappo via. In metro, per fortuna non ho trovato posto a sedere, perché appena arrivata in ufficio mi siedo e taaac! Il vestito si apre anche sopra mostrando a tutto l'open space il mio reggiseno (per fortuna coordinato), con somma gioia dei tecnici pc.
Come se non bastasse dalle 15 alle 18 mi ritrovo in riunione con i mega capi, tutti seduti intorno al tavolo insieme a me, il mio vestito e il mio reggiseno coordinato che non intende restare nel vestito (peraltro mostrando a tutti, fornitori compresi, che baro smaccatamente usando top imbottiti!).
Dopo 3 ore di posizioni yoga, pose da Santa Vergine addolorata con la mano sul petto e imbarazzanti contorsioni sono riuscita a tornarmene a casa - non prima di aver mostrato la biancheria intima ancora a un signore col cane, il cassiere dell'Unes, il vicino di casa e la portiera.
Ora ricordo perché non mi vesto mai da femmina: E' SCOMODO! Domani jeans e maglietta girocollo, il portafogli lo lascio a chi mi porta a cena a fuori.