
Qualche sera fa sono stata invitata all'anteprima mondiale (!) di
Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. Gasata oltremodo mi sono preparata a una serata divertente. Peccato non avessi fatto i conti con l'organizzazione italica.
Ok che è un film di avventura ma entrare in quella sala e arrivare alla fine della proiezione è stata un'impresa!
Step 1. La sala
All'arrivo al cinema trovo un capannello modello concerto di Vasco. Tutti ammassati con le pr che si isterizzano perché i vecchi giornalisti si presentano con figli amici e parenti che non avevano annunciato.
Step 2. Lo screening
Riesco ad accedere ai press book e mi attende un'altra fila per consegnare il cellulare. Dopo circa 20 mins riesco a mollare il mio telefonino antesignano e mi annunciano di tirare fuori tutto il materiale metallico dalla borsa perché c'è il metal detector. Mi rendo conto che in borsa ancora i ferri dello
stitch 'n' bitch e quando li esibisco al giovane addetto alla sicurezza mi guarda come fossi venuta da Marte.

Step 3. Il posto
Entro e nonostante abbia lasciato dietro di me una massa di almeno 50 persone, la sala è strapiena. Guado fino a un posto, vicino a una sedia rotta, e mi siedo. Mezz'ora dopo c'è ancora gente che entra. Dove si metteranno? Forse sulla sedia rotta.
Step 4. L'annuncio
Il capo di non so cosa (perché non si presenta) ci comunica che è fiero dell'"operazione", ci guardiamo perplessi e poi annuncia che "essendo questo un film vintage", ci sarà l'INTERVALLO (SI! Avete capito bene). Trasalisco.
Step 5. Inizia
Alle ore 22 (la proiezione era fissata alle 21) inizia finalmente il film. L'audio è pessimo, la qualità dell'immagine sgranata e il doppiaggio penoso. Ho pure un capoccione con pettinatura modello McHammer davanti. Sono profondamente indisposta, ma dopo un po' mi faccio prendere dall'azione e mi rilasso.

Step 6. Film interruptus
Quando la storia inizia a prendere il via. Il film si ferma per "l'intervallo". Rimpiango il conforto del Mulo e faccio buon viso a cattivo gioco finché non capisco che la ragione di questa tortura è il product placement di mottarelli brandizzati Indiana Jones (su cui si gettta avidamente tutta la sala). E allora mi incazzo.
Step 7. La disperazione
Sono le 23 e il film ancora non è ricominciato. Immagino mentalmente i cancelli della metro chiudersi mentre tento di uscire dalla sala ma scivolando sulla carta di un mottarello perdo il cellulare imbustato che mi viene sequestrato da una guardia. Per fortuna mentre sto per mettermi a piangere ricomincia il film.
Step 8. La fine
Alle 24.00 finisce il film, non appena parte il primo titolo scatto volando sui miei vicini di poltrona, schiaccio tutti, saluto
Daniela Elle al passaggio e mi lancio verso il banco dei cellulari. Ma c'è già la ressa, allora inizio a piagnucolare con una hostess "ridatemi il cellulare che chiude la metro, pliiiis". Lei mi guarda con compassione probabilmente pensando "Povera sfigata di una giornalista senz'auto", ma mi aiuta. La ringrazio, mi commuovo, acchiappo la busta omaggio (che conterrà solo delle FIGURINE panini!) e, insieme ad altri 4 disperati corro, corro a più non posso verso la metro. Ce la faccio, per fortuna.

Step 9. Il giudizio
Chiunque sia nato negli anni 70 sa che non si può giudicare un film di Indiana Jones essendo obbiettivi. Per cui non lo farò. E' un film che bisogna prendere come un atto d'amore verso Indi e la crew, la trama non importa, il decor non importa. Sono più i sottintesi e le strizzatine d'occhio che le trovate. Indi non si può non amare, neanche a 70 anni (suoi, non miei eh!).