26 August 2008

Milano d'agosto: pane e acqua a casa!

Come molti milioni di Italiani sono tornata dalle vacanze domenica scorsa, ultimo giorno della seconda settimana centrale d'agosto, quella che normalmente viene concessa agli impiegati. Temevo di ritrovarmi subito immersa nel casino, ma evidentemente i milanesi sono dei gaudenti, perché in città non c'è ancora nessuno.

Passato l'entusiasmo dell'assenza di macchine mi sono scontrata con la prima prova di sopravvivenza urbana: procurarsi del cibo.

Domenica 23 agosto - Mattina
PW esce di casa e con passo rapido si dirige verso il più vicino supermercato. Lo trova chiuso. Prevedibile. Punta così al secondo più vicino. Chiuso. Si rivolge allora all'Esselunga, è un po' lontano ma ne vale la pena. Chiusa. Decide allora di attaccare l'ipercoop, a che serve un centro commerciale se non a fare a spesa quando tutto è chiuso? Risposta: a niente, perché è chiuso pure lui.

Lungo la strada incontra diverse delle 700mila anime milanesi che sono rimaste in città d'agosto e riconoscendosi dallo sguardo smarrito ci si domanda reciprocamente: "quel spermercato aperto?" Risposta: "no!".
Ok pazienza, una pasta al sugo in casa si rimedia sempre.

Domenica 23 agosto - sera
Ancora immersi nell'atmosfera vacanziera si parte alla ricerca di un ristorante all'aperto a Milano. Scorrendo l'agenda si spuntano - per assenza di risposta - ristoranti di pesce, Greci, Giapponesi, Indiani, Thai, Pizzerie Napoletane, Sardi, Abruzzesi, anche Romani. Nulla. Tutto chiuso, anche il kebab dietro casa. Ok, pazienza, un'altra pasta, magari alle acciughe si rimedia sempre in casa.

Lunedì 24 agosto
Dopo una giornata di lavoro e l'impatto impietoso con la mensa, prima di dimenticare del tutto le vacanze, una cenetta fuori ci starebbe proprio bene.
Riparte la processione delle chiamate a tutti i ristotanti della città. Per un attimo, uno spiraglio di luce, Giannino all'angolo d'Abruzzo risponde, emozione, "C'è posto per due stasera?", "No guardi, riapriamo domani". Doh!

Per fortuna ho trovato in casa un pennarello indelebile e ho potuto pastellare tutte le saracinesche dei ristoranti con il cartello "chiusi fino al 15 settembre" scrivendo "LAVATIVI"!

Se rinasco apro un ristorante.

6 comments:

stefano said...

Consolati pensando a chi ha la (s)fortuna di non vivere in una metropoli: Pavia in agosto praticamente e' una citta' fantasma. Ci salviamo con gli extracomunitari: la pizzeria gestita da indiani e il giappo gestito da cinesi sono rimasti eroicamente aperti. I turchi del kebab pero' hanno chiuso... forse da quando hanno preso la cittadinanza italiana hanno sentito il bisogno di adeguarsi :-)

Sammy said...

ma dai che ci sono tanti posti aperti per uscire a cena :)

gap said...

involontariamente, hai aderito al mio fantastico programma di austerity post-estiva..
grazie per la solidarietà..
:)

ladyemme said...

non vorrei dirtelo, ma mi sa che oltre fasarti con le chiusure dei ristoranti milanesi dovrai sistemare anche il tuo fusorario: domenica era 24 e lunedì 25 agosto ;P

PippaW said...

Stefano, città o paese il risultato è lo stesso. Qui i commercianti si lamentano, ma intanto vanno in vacanza per 1 mese e mezzo!

Sammy, dinne UNO.

Gap, si si Austerity forzata e non!

LadyM, uh devo essere rimasta almeno calendariamente in vacanza ;-)

giuseppe said...

La mensa Rizzoli? No!!!!!!!!!!!!! J., no!!!!!!!!!!!! Giustifica il tuo nome sadiano!!!!!!!
il gius genna :)