07 February 2008

Circo nella Nebbia

Ieri sono stata al teatro degli Arcimboldi (bello!) a vedere Nebbia - A magical fog, uno spettacolo di "nuovo circo" che, stando al suggestivo cartellone, sembrava promettere bene. Non ho mai visto live il Cirque du Soleil, ma i dvd che possiedo sono piuttosto impressionanti, mi aspettavo quindi una cosa così. Sbagliavo.

Ora non voglio dilungarmi eccessivamente, ma non posso dire che questo spettacolo sia riuscito. Mi ci è voluto un po' per trovare la "chiave di lettura" che lo sceneggiatore e direttore Daniele Finzi Pasca ha voluto dare allo show, perché diciamocelo era piuttosto criptica. Considerate che ogni numero era introdotto da un monologo (o un dialogo) sul tema della nebbia a dir poco delirante oltre che ripetitivo i cui elementi chiave erano andare a prendere il latte e non tornare a casa (perchè?), la nonna (?!), il villaggio sudamericano di uno dei protagonisti (!!!!).

I numeri, poi, erano piuttosto disomogenei, con alcuni veramente belli (quello dei nastri e il tappeto rimbalzino, nelle foto, soprattutto) altri decisamente scoordinati e quasi amatoriali.

Il filo conduttore dello spettacolo, oltre nella nebbia (che poi per lo più sembrava fumo), era negli "elementi di disturbo". Un passante che si ferma a guardare, musicisti di strada chiassosi, oggetti volanti non identificati e anche un'improvvisa grandine di palline, quasi a voler ricreare un'atmosfera di piazza, che faceva somigliare il tutto più ad un raduno spontaneo di artisti di strada che non ad una perfetta esecuzione di maestri del circo.

Non penso che questo effetto fosse casuale ma credo anzi che lo scopo di Nebbia fosse esattamente quello, dare l'idea del saltimbanco improvvisato, imperfetto, disturbato e spontaneo. Peccato che il pubblico si trovasse in un teatro il cui biglietto di accesso era costato 40 euro. Per quella cifra e quel decor ci si aspettava sincronia, magia e incanto. E invece abbiamo ricevuto sciatteria, improvvisazione e goffaggine.

Non mi stupisce neanche che i numeri più applauditi siano stati proprio quelli che più difficilmente si sarebbero potuti replicare in piazza. Questo però doverebbe far riflettere gli esponenti dei "nuovi circhi", o almeno il signor Finzi Pasca alla ricerca di un'identità distinta dai suoi illustri cugini canadesi, che invece il circo lo sanno fare bene.

Ora, per i pigri affetti da ADD, ecco la solita rece in 3 punti:
-il circo è meglio senza animali e senza clown
-i cinesi spaccano, qualsiasi cosa facciano la fanno meglio di tutti
-il teatro è appannaggio degli ultra settantenni, ultra profumati e sordi

7 comments:

Sammy said...

ok, però viva i clown!

PippaW said...

Sammy a me i clown fanno venire una tristezza pazzesca

gap said...

'i cinesi spaccano' è la frase più bella che abbia mai letto in un blog..
ah..
io sono per sparare ai clown, agli gnomi e ai bambini che a carnevale si travestono da gormita..

PippaW said...

Gap stai attento che se ti legge il mio gnomo viene a rubarti i calzini a casa tua! ;-)

When the Robins came.. said...

...ho dovuto vedere su google cos'è un gormita!

Anonymous said...

Cirque du Soleil: sopravvalutato. Cinesi: non c'e' storia. Il Circo Cinese fa fare la figura della MERDACCIA a qualsiasi altra cosa.

zonker said...

e pure senza contorsionisti che mi fanno davvero senso