11 January 2008

Piccoli passi verso il cielo


Stamattina apro il Corriere e trovo questa bella news:
Canada, turbolenze in volo: 10 feriti, Sei passeggeri in gravi condizioni. Il velivolo costretto a un atterraggio d'emergenza a Calgary

Poi faccio un'ulteriore ricerchina sui quotidiani locali e scopro dal Calgary Herald che: Turbulence over the Rockies today would have surprised the pilots of an aircraft forced to make an emergency landing at Calgary Airport this morning. No turbulence was forecast for the area, according to a Calgary-based aviation expert.

Ok la fonte è un sedicente "esperto", per cui la news va verificata. In tutto ciò però ci sono alcune buone notizie:

1. L'aereo non è venuto giù, non si è rotto in 2 come in LOST
2. Se i passeggeri avessero tenuto le cinture allacciate - come sempre suggerito dai piloti - non si sarebbe fatto male nessuno

Insomma miglioro, se riesco a prendere con filosofia anche notizie come questa sto decisamente guarendo. Quasi quasi cerco lavoro come hostess ;-)

12 comments:

gap said...

pippa, regina dei cieli..
non è male..
(e non intendo al regina cieli, giusto per essere chiari)..
;)

PippaW said...

Gap mi vuoi mandare al gabbio ho capito. Cmq guarda che verrei a commentarti anche dalla cella! Perché immagino abbiano il wi fi a regina coeli ;-)

Sammy said...

Io ti vedo bene come giornalista che recensisce aerei, compagnie e aereoporti. :)

Ciapetta said...

Solo all'idea di precipitare in un isola con Jack e Sawyer mi fa sbavare... certo sfigata come sono capiterei con Lino Banfi e Peppino Di Capri, però vale sempre la pena correre il rischio, suvvia!

Gatto Nero said...

...guarda, sta news l'ho letta anche io e non è che mi abbia reso felice :D

PippaW said...

Uh Sammy, ma tu sei un genio!
Ora mi metto subito a cercare riviste specializzate e mi propongo come spietato censore dei servizi aerei! :-D

MetroBoa said...

Un'altro punto per i giornalisti. Pensa che ieri sera a striscia la notizia, sono riusciti a dire in un tg della rai che un'anziana ha morso un cane... la fine del giornalismo è arrivato... ;-p

Memole74 said...

si si e che sia stato un aereo a disturbare una turbolenza? potrebbero dare anche qs notizia oltre a quella del cane...e pippa che recensisce la cattiveria di un di un airbus davvero cattivo! :-D

caska said...

Ciao bellissima allora visto che son in periodo moltooooo pigro post feste e ritorno al andazzo lavorativo ,del quale ne farei a meno volentieri; e credo che su questo sei daccordo con me!!!. ;) Non ho postato molto e son indietro a leggere i blog. E come mi son piacciuti alcuni post vado per ordine:
In io sono leggenda: non ho ancora visto il film; ho voglia ma paura allo stesso tempo, perche ci son scene nel trailler che col libro non centrano niente, e cuando dico niente e propio niente dal personaggio che dobrebbe essere caucasico biondo......non sto a elencartele tutte, e vabbe Willsmit e sempre un bel vedere percarità!! babbe se riuscirò mai a vederlo ti racconterò.
Per le poste dico solo che sono una merda!!!!;che nel mese di dicembre non invio niente manco se mi regalano la spedizione!!!!.
Per gli aeri vedo che sei ottimista e che stai superando la tua fobia brava!!! a presto un mega bacione e buon anno un pò in ritardo e scusa per il comentario così lungo!! ;)

Anonymous said...

fItalymedia.it denuncia il mancato rispetto dei tempi di apertura al pubblico

Orari selvaggi all’ufficio postale
Presso la sede di Acilia, al direttore del noto portale d’informazione Antonello De Pierro, nonché voce storica di Radio Roma, viene negato il pagamento di un bollettino, nonostante ne avesse diritto. Necessario l’intervento dei Carabinieri


Roma. Erano state in numero alquanto significativo le segnalazioni di utenti delle Poste Italiane giunte alle redazioni di Italymedia.it e di Radio Roma, che lamentavano un disservizio piuttosto eclatante presso alcuni uffici della capitale, nel rispetto dell’orario di apertura al pubblico. Iniziavamo ad effettuare dei sopralluoghi a campione in giro per la città, e nella maggior parte delle strutture riscontravamo una situazione impeccabile per la cortesia e la disponibilità usate nei confronti dell’utenza, nonostante la grande mole di lavoro gravante sugli impiegati, e in linea di massima l’assenza di particolari problemi per quanto concerne il rispetto degli obblighi temporali del servizio. Ma tra le segnalazioni campeggiava in maniera insistente l’indicazione di un ufficio in particolare, di quelli cosiddetti centrali, che prevedono, con tanto di cartello affisso all’ingresso, l’apertura al pubblico fino alle ore 19,00, cosa che, come succede in tutti gli esercizi pubblici e privati, concede possibilità di accesso fino a tale ora. Da quanto veniva segnalato, sembrava invece che tale orario fosse presente solo in forma virtuale, ma in realtà anticipato, senza una scadenza temporale certa, a seconda dell’affluenza del pubblico. A quanto pare l’ingresso degli utenti veniva di solito inibito già molti minuti prima del canonico limite fissato alle ore 19,00, in quanto sembra che i poveri impiegati avessero invece a tale ora impellente e inappellabile necessità di chiudere i battenti degli sportelli, senza alcuna possibilità di deroga. Inevitabilmente nella nostra mente si accendeva la spia dell’analisi riflessiva, e il nostro pensiero correva immantinente, come del resto conseguenza logica della nostra linea editoriale, alle cellule più deboli della collettività e al loro disagio derivante dalla sconcertante presunta situazione. Come giannizzeri della giustizia, volti a dare voce a quanti spesso vengono soffocati nella loro naturale espressione dei diritti, immaginando per l’occasione la figura emblematica di un’anziana signora, sola e malata, nonché affaticata sotto il peso inesorabile degli anni, sottoporsi ad un già ingente carico di stress per raggiungere l’ufficio in questione e trovarsi di fronte all’opposizione di un illegittimo diniego alla naturale offerta del servizio, ritenevamo opportuno recarci in loco per accertare e documentare la veridicità delle segnalazioni. L’ufficio in questione era quello centrale di Acilia.
Ad andare sul posto è il direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, nonché voce storica di Radio Roma e presidente del movimento nazionale “L’Italia dei diritti”. Il noto giornalista giunge nei locali della struttura esattamente alle ore 18,42, e quindi 18 minuti prima dell’orario canonico di chiusura al pubblico, con l’intenzione di effettuare un pagamento tramite bollettino postale. All’ingresso viene fermato da un impiegato, che con grande naturalezza lo avvisa del fatto che l’ufficio è già chiuso, cosa piuttosto singolare e assurda vista l’ora. Ignorando l’azzardato avvertimento si reca comunque presso la macchina erogatrice dei numeri progressivi che regolano l’affluenza agli sportelli, e qui lo attende un’indicibile sorpresa: dalla fessura esce un biglietto con la scritta “IL SERVIZIO NON E’ ATTIVO”. Ma la cosa fondamentale è che trovano riscontro tutte le lamentele accolte, e queste si posano saldamente su una granitica piattaforma di verità, tanto da poterle diffondere con la voce pacata ma intensa e rabbiosa di chi è stanco di dover perpetuamente lottare sul terreno sociale per ottenere il rispetto dei propri diritti, che dovrebbero invece automaticamente essere ottenuti con la naturalezza dell’inevitabile, tanto che spesso quando ciò avviene ci compiacciamo e meravigliamo, scambiando inconsciamente per un’eccezione quella che dovrebbe essere la regola. L’irremovibile reporter, noto soprattutto per le sue battaglie in tema di diritti sociali, non si scompone e decide ugualmente di attendere il suo turno. Alle 19 e 2 minuti circa raggiunge lo sportello per effettuare l’operazione, come è suo imprescindibile diritto, ma si imbatte nel rifiuto dell’impiegata che gli contesta il fatto di non essere in possesso del numero progressivo: “Educatamente le feci notare che avevo varcato l’ingresso in orario abbondantemente regolare, ma non volle sentire ragioni sostenendo con decisione che doveva chiudere lo sportello alle 19,00 in punto; le spiegai che avrebbe potuto incorrere nel reato penale di interruzione di servizio pubblico, ma quando mi rispose che lei non svolgeva un servizio pubblico, bensì privato, rimasi esterrefatto e ritenni evidente di non poter proseguire oltre. Mi venne in mente in associazione il parallelo calzante di un autista di un autobus adibito a pubblico servizio, che termina il suo turno di lavoro alle ore 19,00, ma trovandosi ancora a qualche chilometro dal capolinea, decide di abbandonare la vettura e andarsene a casa. Una cosa assurda”. De Pierro pensa quindi di rivolgersi ad un responsabile e chiede del direttore dell’ufficio. Dopo qualche ricerca in giro per i locali che frattanto si sono svuotati del pubblico, si imbatte in una donna che risulterà poi essere la vicedirettrice, che invece di accogliere o almeno ascoltare le sue ragioni lo minaccia che se non sparisce chiamerà i Carabinieri. E’ allora che l’incredulo giornalista le risparmia la fatica e compone sul suo cellulare il numero 112. I militari della vicina Stazione di Acilia giungono in poco tempo e cercano di convincerlo a desistere, ma egli non molla: vuole pagare il bollettino, anche se sa che ormai è impossibile. I terminali sono stati tutti spenti. Il suo diritto è stato violato, l’interruzione del servizio pubblico si è consumata, lasciando dietro di sé i suoi danni. Agli encomiabili carabinieri non resta ormai che constatare quanto è successo, l’impiegato alla porta conferma che il direttore di Italymedia.it è entrato prima delle ore 19,00, mancano solo gli atti da redigere per l’Autorità Giudiziaria. Frattanto i fotografi immortalano e illuminano con i flash a raffica il volto stanco ed emaciato di De Pierro, sono quasi le 21,30, la sua lotta di oggi servirà a salvaguardare i diritti di altri domani, mentre emerge anche un altro fatto inquietante: se il servizio degli impiegati termina oltre le 19,30, questi non hanno diritto ad essere retribuiti per il periodo di lavoro straordinario. Lo scontento dei dipendenti nei confronti dell’azienda si abbatte contro l’utenza esasperata. Lavoratori contro cittadini, la guerra dei poveri. I generali restano in torretta a guardare. De Pierro ne parlerà sulle frequenze di Radio Roma, ma nessuno dei vertici dell’azienda è disponibile ad intervenire, nemmeno telefonicamente, ed anche per Italymedia.it si attende una nota, che non arriverà mai. Ciliegina sulla torta, giunge il direttore dell’ufficio di Acilia in tenuta molto casalinga, urla contro tutti, è alterato all’ennesima potenza , non capiamo perché, se non fa rispettare gli orari ai suoi subalterni. Le sue grida fendono l’aria dove la tensione si taglia a fette, i carabinieri, ancora impeccabili, lo calmano. Ormai si può chiudere l’ufficio. Tutti a casa. Scatta la denuncia. Si chiude anche un’altra pagina nera nel libro dei diritti negati, ai cittadini e ai lavoratori, e purtroppo non sarà l’ultima nelle storture croniche della triste realtà italica dei poteri forti, dove il cittadino comune purtroppo soccombe quotidianamente sotto i macigni dell’arroganza.

PippaW said...

Sono riuscita ad avere il pacco sabato, dopo essermi spinta ad una posta a casa di Dio.

Arrivo, dò il bollettino, l'impiegata scazzata all'ennesima potenza scompare per 10 mins. Torna strascicando i piedi e mi dice: è sicura che il pacco sia qui? Perché a noi non risulta. Provi a ripassare tra 2 gg, e chiami il numero verde prima.

Con tutto che stavo cercando di mantenere la calma me la sono mangiata! L'ho rispedita a cercare il pacco metaforicamente a calci nel sedere. Ovviamente ERA li, solo l'aveva cercato a cavolo.

Quando poi ho chiesto di inoltrare il reclamo mi hanno fatto il gioco del 12 sportelli e infine su mia insistenza mi hanno dato un modulo dicendo "tanto non serve a niente". RENDIAMOCI CONTO!!!!

Gatto Silver said...

Ma la turbolenza non serviva a prendere i turbopesci?