04 June 2007

Un week end a Roma

Un fine settimana dura sempre poco, quando lo organizzi vedi davanti a te tre giorni per vedere tutte le persone che vorresti vedere, aggiornarti sui cambiamenti radicali che hanno affrontato i tuoi amici, fare un rapido update di nascite e gravidanze, baciare e abbracciare ex colleghi e avere sufficiente tempo da dedicare alle peripezie amorose (ed equine) delle tue migliori amiche, magari concedendoti anche una mezza giornatina di shopping.

Nella realtà invece un week end è un giorno e mezzo. Arrivo venerdì notte, partenza domenica pomeriggio e alla fine c'è sempre qualcuno che trascuri, qualcuno che passa dal tuo blog e dice: "brutta stronza manco m'hai chiamato!". Eh già.

Questo fine settimana, dunque, ho trascurato un sacco di gente, ma ho avuto anche il tempo di: mangiare 3 pizze e 6 supplì (uno dei principali motivi delle mie spedizioni nell'Urbe), passare un intero pomeriggio con Puli, conoscere meglio Mario che è veramente troppo simpatico, fare i dovuti taglia e cuci con Miss Vi, festeggiare il compleanno di Ilaria, prendere una granita di caffé alla Tazza d'Oro, un aperò in un bar di fighetti 12enni e anche fare shopping da Andrea Stoger dilapidando il mio già magro conto in banca.

Ma andiamo con ordine. Venerdì sera arrivo in ES (tacci loro 100 euro per l'A/R è un VERO furto) a Termini, Miss Vi mi raccatta e mi porta in uno dei luoghi di massimo piacere della Capitale, la Formula 1, dove ingollo il primo supplì e la prima margherita con rughetta. Piacere puro.

Sab mattina, una spedizione monteverdina mi consente di salutare Mauro e Claudia e recuperare 6 paia di scarpe estive (scarpeeeeeeeeeeeee), che mi sosterranno nella torrida estate milanese. Ne approfitto anche per riesumare dalla cantina un 2-3 paia di pantaloni leggeri e la maglietta "The L World" che torma buona per il bar lesbo vicino casa (non si sa mai). Sab pome, becco Puli, insieme becchiamo Mario, scatta la seconda pizza del w-end, a La Montecarlo, più numero 2 supplai e via ad acquistare collana etnica dal siriano dei bicchierini che costa un tubo e fa un sacco scena (evvai!).

Segue giro furioso alla ricerca di negozi aperti, noncuranti della Fete de la Republique alla quale ogni commerciante ha prontamente aderito per andare al mare a Ostia. Sconsolati ci buttiamo sulla granita e poi ci schiantiamo a casa per sani pettegolezzi. Mario durante tutto il tempo ci illumina sulle pratiche erotiche dette "peg perego" nelle quali i gay francesi e tedeschi sarebbero i migliori al mondo. Puli ed io registriamo l'info pur sapendo che non ci tornerà mai utile. Ma magari ce la possiamo scoattare al prossimo gay pride tra 2 settimane.

Dopo un tè a casa di Puli, dove dedico il dovuto tempo al gratta-culone di Pepita, mi lancio in un aperò in un bar per pariolini minorenni del salario, su invito di Vincenzo, che - dice - in quel bar non ci andava dal liceo. Peccato che l'abbiano aperto da due anni. Il vecchio Girolimoni non me la conta giusta. Ma non ho tempo per riflettere. Sono le 19.30 e la cena di Ilaria da Primo chiama.

Ribecco miss Vi, reduce della sua solita passeggiata a cavallo del sabato, e mentre mi rincoglionisce di racconti equini e asinini giungiamo nell'ameno circondario del Pigneto, un tempo quartiere di periferia mezzo popolare mezzo malfamato, oggi ritrovo iper à la page per 30enni ex alternativi. Li incontro MEZZO MAMIANI e scatta serata amarcord revival del tipo ma-tu-che-cazzo-fai? faccio-il-fotografo-e-tu?-la-giornalista-e-lei?-l'avvocato. Tipico della classe 70-72 della mia ex scuola. Ci sono tutti, o almeno tutti quelli che nel frattempo non hanno figliato. E a quanto pare non siamo manco pochi.

Beviamo e fumiamo come se fossimo ancora a scuola e, nuovamente grazie alla presenza di Mario, si riprende a parlare di pratiche sessuali e scopro che un mio ex compagno del liceo che non avevamo mai cagato è superdotato e tutte pensiamo, a saperlo prima...

In preda fumi etilici, e non, verso le 4 del mattino a causa della pioggia battente ci decidiamo a rientrare a casa. Miss Vi non ci vede e non capisce un tubo, ma io no ho gli occhiali da vista non ci vedo e non capisco un tubo per cui guida lei. Pregando tutti santi ci riavviamo verso casa (di Vi) e il buon Dio decide di graziarci oggi come 20 anni fa quando in motorino tornavamo a Balduina in stato semi comatoso. Infatti arriviamo a casa indenni e sveniamo sul letto.

Domenica mattina un devastante mal di testa ci ricorda che non abbiamo più 16 anni ma datosi che l'eccitazione dei discorsi della sera prima ci aveva scombussolato ci sfoghiamo con una seduta di shopping subliminale. Spendo mezzo stipendio in cose che non mi servono, ho l'arteria occipitale (esiste?) che pulsa all'impazzata e Vi sta in catalessi e Puli pure.

Alla ricerca di un posto in cui mangiare zombeggiamo dentro Baffo, che è l'unico esercente romano che mi riconosce da sempre, mi commuovo, ordiniamo numero 3 pizze ma niente supplì che a pranzo non li fa. Che sòla io che volevo riportarne a Milano per Loly, e invece nada. Mangiamo la pizza che - ahimé - negli ultimi 5 anni è degradata e mo è mezza cruda, ma stiamo talmente in coma che l'ingoiamo lo stesso. Sono le 14.40 e io inizio a entrare in para da lo-so-che-sto-per-perdere-il-treno-delle-15-30, anche se la stazione sta a 4 minuti da San Lorenzo. Su insistente attacco di ansia schiodiamo da Baffo, salutiamo e ci avviamo alla stazione dove la prode Vi mi scarica con il dovuto anticipo (35 mins, giusti giusti).
L'ES per Mi, sorpresa assai gradita, è già li, monto, sistemo le borse piene di scarpe, svengo.

Quando arrivo a casa a Mi, Valda mi lecca tutta, le micie fanno "miè!" e Loly ha preparato una cena a base di pesce. E io penso, però la vita a volte non è niente male. Forse sono i supplì che porto in corpo a parlare, ma va bene lo stesso.
It's good to be here.

This is a very long and very boring tale of my week end in Rome. Basically I ate, I drank, I chatted with friends and I ended up sleeping in the train on my way back to Milan, where I was happy to re-join with my sis, my kitties and Valda the dog!

11 comments:

B for Blueberry said...

Brutta stronza manco m'hai chiamato!
Nel caso nessuno si fosse azzardato a farlo sul serio, eccolo qua.
Baci, Antonello

pm10 said...

potremmo fare uno stage di suppli'. io non lo ho mai fatti. :)

whitelight said...

Ciao Justine, vedo che ti sei divertita con i tuoi amici romani! Grazie per essere passata sul mio blog! Buona serata :-)

Justine said...

pm10 ahimé i supplì sono come la Pizza, quando te li fai a casa non c'enrano nulla con quelli delle rosticcerie. Se andiamo a Roma insieme invece che uno stage possiamo fare una stRage di supplì, quello si ;-)

spery said...

hai un animaletto di nome Valda? adorabile!!!

Justine said...

Siiiii Un cane chiamato Valda :-D

ciapetta said...

Dai ma almeno metti un cerchiolino sulla tua faccia nella foto di classe...non ti ho riconosciuta!! uffa....

Justine said...

Cara Ciapetta, quella foto è della classe che ha fatto la maturità nel 72-73. Ok che sono vecchia, ma nel 73 avevo un anno. O pensavi che fossi un genio?? ;-P

Il preside nella foto però è il mitico Titino che c'era anche ai tempi miei. Oh se mi riconoscevi quasi quasi ci restavo male! ;-)

Slowfinger said...

Somiglia ad Alfer di "Cuore & batticuore" :)

Justine said...

Che bello Alfer!! Oddio "Cuore e Batticuore"! Mi piaceva un sacco, e che coppia Jennifer e Jonathan Heart... sono cresciuta con quel modello di coppia forse è per quello che sono ancora zitella! ahahaha

Slowfinger said...

Già, grande serie :)
Alfer era il mio idolo.
La casa mi faceva sbavare: aveva anche i suoi bei passaggi segreti con ingresso camuffato nella libreria.
Lei era bellissima e doppiata bene (come gli altri), nonostante la voce un po' fregnona.
Lui riusciva a uscire pettinatissimo dalla peggior scazzottata.
Max lo trovavo inquietante, un po' ambiguo.
Le musiche erano perfette.
Il tutto semplicemente irreale e molto anni 80...