29 November 2011

Dior couture da sfogliare e sognare (ma ahimé non indossare)

L'estetica della couture Dior dai suoi albori ad oggi, attraverso guest star e Galliani caduti in disgrazia, ha sempre mantenuto un eleganza impeccabile. Queste donne dalla vita stretta e cappellini vistosi, fotografate da Partick Demarchelier, mi fanno sognare di essere una ricca signora parigina che guarda il mondo dall'alto in basso. Tanto che temo sarà difficile resistere all'acquisto di questo volumetto. E chissà che non basti da solo a portare un po' di eleganza nella mia nuova casetta milanese...

 Anche la mutanda-kimono con mantellina sembra un oggetto del desiderio!
 Per non parlare degli abiti fiore...

23 October 2011

Case che si svuotano e case che si riempono

Avevo sempre desiderato una casa vuota con un sacco di spazio. Ma ora che ce l'ho non mi piace. Non vedo l'ora di riempirla fino a farla esplodere.

Per poi maledirmi il giorno del trasloco.

Che belli i loop viziosi.

16 September 2011

Autunno di cambiamenti

Avevo scritto un post accorato per salutare l'America dopo tanti anni di tira e molla e di amore e odio. Poi però l'ho lasciato decantare e ora è scaduto. Come lo yogurt. Così ora mi è venuta voglia di scrivere un post accorato su tutti i grandi cambiamenti che stanno per avvenire e che, questa notte stessa, non mi hanno fatto chiudere occhio.

A novembre il mio amato consorte tornerà finalmente sul suolo italico, non troppo lontano da Milano, e così, fino a stanotte pensavo che sarebbe stato ideale prendermi una piccola casa in città e scappare il fine settimana da lui.

Peccato però che una "piccola casa in città" a Milano costi quando una grandissima casa in città dove andrà a stare lui. Che poi è anche sul mare.

E allora viene da chiedersi, ma ha senso stare a Milano? Io ho sempre amato questa città, per qualche motivo mi piace molto, mi piace la sua vitalità, mi piace il quartiere in cui vivo e mi piace prendere l'aperitivo.

Ma ora che il quartiere lo lascio, che il Fresco ha chiuso, che non mi occupo più di moda e che le mie finanze si stanno rapidamente restringendo, ha senso accanirmi su questa vita urbana ad ogni costo? Non sarebbe meglio per una volta guardare alla qualità della vita, stabilirsi in una bella casa grande, vedere il mare la mattina e magari, chissà, allargare la famiglia? Il prezzo in fondo sarebbero "solo" 3 ore di treno al giorno, ma magari non è così devastante. O quantomeno vale la pena provarci...

Voi che dite?

15 June 2011

Arriva un'età in cui...

Realizzi che non puoi più lavorare per persone che non stimi. Che non ce la fai più a reggere la mediocrità di chi ti circonda. Che senti che è il momento di fare qualcosa per te. Quest'età per alcuni arriva presto, per altri dopo. Temo che questi mesi di aspettativa mi stiano facendo crescere rapidamente.

Ma sarà l'età della ragionevolezza o dell'irresponsabilità?

Foto: Re Teaparty

08 June 2011

La calda estate di Chicago

Finalmente anche qui è arrivato il caldo, e lo ha fatto in pompa magna. Ieri 35 gradi, e oggi alle 7 erano già 26. Come molte città assediate dal gelo in inverno, anche Chicago al primo sole è esplosa. Oltre alle migliaia di flip flop su pantaloncini-ini-ini che si aggirano per le strade della città, è tutto un fiorire di concerti all'aperto, eventi, barbecue collettivi, pic nic nelle aree verdi, scappate alla spiaggia, cocktail in terrazza e chi più ne ha più ne metta.

Devo dire che vedere questa città com'è ora fa una bella differenza. Le altre volte ero venuta sempre subito prima o subito dopo l'inverno, ossia con il cielo grigio, il vento gelido e la gente triste. Con il primo sole invece la voglia di socialtà dei chicaghesi è esplosa e tra un dj set con cani al seguito e un bagno sotto ai muri d'acqua urbani, si percepisce tutta la vitalità di questa città.

Uno spirito un po' bambinesco forse, non proprio fighettino, ma sicuramente sincero e allegro. E soprattutto magnone. Non mi resta quindi che aspettare trepidante i prossimi eventi tra i quali ho annotato Taste of Chicago e Lollapalooza. Chi passa da qui?

16 May 2011

Un incontro con gli Amish


Questo fine settimana abbiamo deciso di lasciare Windy City alla volta del rural Wisconsin. Patria dei più noti formaggi americani, il Wisconsin si distingue dal resto del Midwest per la presenza di colline alberate e dolci pendii. Qui, si dice, vivono mucche felici (e a vederle sembrerebbe proprio di si, prati sconfinati e acqua fresca di ruscello), agricoltori, cacciatori di cervi e... Amish.

Quello che io sapevo degli Amish, come molti, lo dovevo per lo più al film Witness, ossia credevo fossero una comunità chiusa di persone che vivono in modo semplice come se il tempo si fosse fermato al secolo scorso. Sapevo che fanno bellissimi mobili di legno massiccio e coperte "quilt" cucite a mano dai prezzi inarrivabili (ma d'altronde provateci voi a cucire a lume di candela) e che non amano molto i non Amish.

Attraversando le terre Amish si vedono persone lavorare la terra con le mani, con l'aiuto dei cavalli da traino, si vedono donne vestite in modo semplice e antico, uomini e ragazzi con cappelli di paglia e bretelle. Si vedono carretti a cavallo. E tutti salutano in modo cordiale i passanti in SUV.

Quando però si ha a che fare personalmente con loro ci si sente a disagio. Il loro sguardo severo dà l'impressione di essere sotto esame.

Mentre mi chiedevo come facessero queste persone a rinunciare ad ogni comodità moderna, però al tempo stesso provavo una grande invidia per lo stile di vita "semplice". Soprattutto per la definizione dei ruoli di ogni individuo all'interno della comunità. C'è chi lavora la terra, chi il legno, chi cucina, chi cuce. Ovviamente non potrei mai vivere così, ma per un attimo li ho quasi invidiati.

Per uscire dal loop mi sono comprata un libro di ricette Amish e ho scoperto che cucinano cose deliziose, specialmente il Friendship Bread, da provare! Certo, per smaltire la quantità di zucchero che mettono nei dolci occorre davvero lavorare nei campi, ma che problema c'è?

13 May 2011

M'è sparito un post

Ok che non era un capolavoro di letteratura ma autodistruggersi mi pare un po' esagerato. Per una volta che scrivevo un post... tz'

12 May 2011

Da Chicago e oltre

Come mi disse una volta er Murena a proposito del suo trasferimento a Milano: "Sto a sfruttà la posizione geografica per le trasferte". Ed è esattamente quello che stiamo pianificando di fare il mio consorte ed io. Questo fine settimana, sfidando le intemperie di questa primavera piuttosto indecisa, ci lanceremo verso le valli della Driftless Area del Wisconsin. Un susseguirsi di dolci colline e ampie vallate, da cui viene gran parte del formaggio del Midwest. Insomma una specie di Svizzera locale. Un po' più ampia e un po' più loud.


Quindi, ci dedicheremo alla nostra più grande passione americana, la cucina giapponese di New York. E che non storcano il naso i puristi, anche i giapponesi sono concordi nel ritenere che i migliori chef, al di fuori della patria del sol levante, si trovano a NYC. Per cui, missione sushi in preparazione. Un chiaro esempio qui.


Infine, visto che sono anni che lo desidero, credo di essere quasi pronta ad affrontare 3 ore e mezza di volo per fare un salto nella patria di CSI, Las Vegas. Non ho ancora deciso, ma mi ripeto come un mantra, meglio 3 ore e mezza che 13 ore e mezza. Che dite ce la posso fare?


C'è nessuno che si voglia unire ai nostri giri? :)

26 April 2011

Cuoricini di pasta sfoglia per un giorno di pioggia

La giornata è iniziata sotto la pioggia e così, dopo un colossale panino al pastrami, mi ci voleva un dolcino per tirare su gli animi. Allora ho fatto questi cuoricini (o ventaglietti) di pasta sfoglia (vedi ricetta sotto):

E mi sembra che il sole abbia già iniziato a fare capolino


Ricetta dei cuoricini di pasta sfoglia (circa 12):
Prendere un foglio quadrato o rettangolare di pasta sfoglia, cospargere di zucchero da entrambi i lati. Preriscaldare il forno a 240° e nel frattempo piegare due lati della pasta dall'esterno verso il centro [|] per due volte e poi chiudere i due lembi come un libro.
Tagliare delle fette da 1 cm circa e cospargerle di zucchero. Mettere le fette in una teglia dal lato del taglio, posizionandole abbastanza distanziate tra loro, e infornare per 12 minuti. Dopo 6 minuti (o quando caramellati) girare i cuoricini. Lasciare raffreddare. Facilissimo e buonissimo!

18 April 2011

Nel caso ve lo stiate chiedendo...

A non lavorare si sta benissimo, le giornate sono piene, c'è sempre qualcosa da fare, da vedere, da leggere, da scoprire, da cucinare o da fotografare. Temo che al mio rientro dovrò trovare un modo per avere una vita al di la del lavoro. E' grave??

Ecco un po' di Chicago views per i fan di Windy City







13 April 2011

Pippa cucina

Che bello avere il tempo e la fantasia di ricominciare a cucinare!
Quiche di spinaci e peperoni al groviera svizzero


Pistacchi caramellati


Mousse di caprino ai semi di girasole


Alla faccia della dieta...

22 March 2011

Lavorare nobilita, ma non lavorare fa bene alla salute

Da una settimana è iniziata la mia aspettativa di 5 mesi e mezzo (NB non 6, 5 e mezzo). Per i prossimi tempi, per la prima volta da circa 16 anni, non avrò uno stipendio, dipenderò interamente da un'altra persona, non andrò a riunioni, non dovrò prendere decisioni, non avrò uno status lavorativo.

Come mi sento? Meravigliosamente.

A ben pensarci potrei sentirmi spaesata, preoccupata, incerta. E invece sto da dio. Sono dimagrita, bevo molto meno, mangio meglio, dormo meglio, mi sta anche lentamente sparendo la rughetta in mezzo alla fronte.

E se poi ci prendo gusto?

11 January 2011

Nell'attesa, io mi rassodo le chiappe


Ci sono pubblicità che ti ipnotizzano. Come quella delle Reebok Easy Tone, le scarpe che rassodano le chiappe solo camminando. Non so se funzionano davvero, ma io ci voglio credere. Come agli UFO. In effetti le probabilità che le mie chiappe diventino come quelle di questa foto sono le stesse di incontrare un extra terrestre...

01 December 2010

Buoni propositi per il 2011 (mi porto avanti)

Sarà la neve, sarà il countdown a Natale, sarà lo spirito delle feste ma mi sento in vena di buoni propositi. E visti i ritmi di aggiornamento di questo blog meglio scriverli subito, la prossima volta che ripasserò da qui sarà già febbraio...

Nel 2011 vorrei...

1) ricominciare a scrivere cose prive di senso su questo blog

2) finire un golf islandese

3) regalare un erede Bellavita al mondo

4) lavorare molto meno

5) fare tanti soldi facendo qualcosa che mi diverte (dormire non conta)

6) smettere di fare liste prime di senso

che altro?